Bamb├╣ nei componenti delle auto Ford

28/04/2017

Nell’ambito della continua ricerca di soluzioni ecosostenibili, la casa automobilistica Ford sta prendendo in considerazione il bambù, le cui proprietà ne fanno uno dei materiali naturali più vigorosi al mondo, sebbene flessibile.
Mentre per la realizzazione di nuovi materiali come la fibra di carbonio e l’alluminio leggero sono stati necessari ingenti investimenti in R&S, il bambù è reperibile in natura e ha la capacità di crescere di oltre un metro al giorno. Entro pochi anni, quindi, gli interni delle automobili potrebbero essere costituiti da componenti ad alta resistenza ottenuti dalla combinazione tra bambù e plastica.
Le potenzialità della pianta di bambù sono oggetto di ricerca da oltre un secolo. Lo stesso Thomas Edison la utilizzò per gli esperimenti che lo condussero allo sviluppo della prima lampadina. Anche nell’ambito delle costruzioni, il bambù è noto per la resistenza alla trazione e il carico di rottura da sollecitazione molto elevato, caratteristiche tali da renderlo vincente se messo in competizione con alcuni metalli. Inoltre, rispetto ad altre piante che impiegano almeno una decade per raggiungere il pieno della crescita, il bambù impiega tra i 2 e i 5 anni, grazie ad una rigenerazione dello stelo molto veloce.
Negli ultimi anni, Ford, in collaborazione con alcuni fornitori, ha studiato le potenzialità del bambù finalizzata alla produzione di componenti interne dei veicoli, valutandone anche la combinazione con materiali plastici, che ne aumenterebbero ulteriormente la resistenza. La casa automobilistica statunitense ha sottoposto il bambù a diversi test di resistenza (come la trazione e l’urto), valutando come il vegetale risponda complessivamente meglio rispetto ad altre fibre, sia sintetiche che naturali. Inoltre, è stato riscaldato a oltre 100 °C per testarne la capacità di resistenza al calore.
Mentre i test sul bambù continuano, Ford sta già utilizzando materiali sostenibili e riciclati. La società ha recentemente annunciato la collaborazione con Jose Cuervo, il noto brand di tequila, per testare il materiale bioplastico che deriva dagli elementi di scarto delle piante di agave, al fine di utilizzarlo nella produzione industriale di componentistiche auto, sia per gli interni che per gli esterni.

 

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