Cibo d'asporto e sostenibilita'

04/01/2021

Il Covid, in tutto il mondo, ha portato ad un aumento del consumo di cibo d'asporto e, quindi, di packaging da smaltire. La nuova ricerca, commissionata da Pro Carton e condotta su un campione di 1005 intervistati, ha messo in evidenza il pensiero degli italiani sull'imballaggio d'asporto.

Quello che emerge e' la richiesta, quasi unanime (96 percento) da parte della popolazione che il packaging da asporto sia sostenibile e semplice da riciclare; il 54 percento di questi soggetti, inoltre, ha sostenuto di essere disposto a pagare un prezzo maggiore purche' la confezione sia riciclabile.
Il 56 percento degli intervistati, inoltre, ha dichiarato di pulire e riciclare l'imballaggio d'sporto se possibile. Per il 10 percento invece e' un vero tormento, la cosa che piu' odiano fare, mentre il 34 percento ha sostenuto di non riciclarlo o di farlo molto raramente raramente.  

Tra le motivazioni che portano a buttare il packaging usato per l'asporto nell'indifferenziata figurano le seguenti motivazioni:
- troppo complicato da ripulire (55 percento);
- ingombro elevato (18 percento);
- inconsapevolezza di cosa puo' essere riciclato e cosa no (17 percento).
Il 12 percento degli intervistati, inoltre, ammette che l'obiettivo dell'asporto e' proprio quello di risparmiare tempo nel ripulire e l'11 percento che e' troppo trambusto dover pulire i contenitori.

La ricerca ha poi rivelato che la citta' in cui si ordina piu' cibo d'asporto e' Reggio Calabria (con una media di circa 5,5 volte al mese), seguita da Cagliari (5,1 volte/mese) e Catania (4,8 volte/mese). Ultime posizioni nella classifica dell'asporto risultano Livorno (1,3 volte/mese), Trieste (2,2 volte/mese), Torino (2,5 volte/mese) e Milano (2,7 volte/mese).

La fascia d'eta' piu' interessata al takeaway e' quella tra i 35 e i 44 anni (4.5 volte al mese), seguita da quella 22-28 e 29-34, con una media di 4,3 volte al mese. A consumarne meno sono invece gli over 65 con una media di 2,2 volte al mese
Nonostante non ci sia una grande differenza tra uomini e donne, i primi ordinano di piu': 3,7 volte al mese contro 3,3 delle donne.

 

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