IL PRONTO INTERVENTO ECOLOGICO

23/01/2018

In caso di eventi imprevisti, che possono avere conseguenze negative per l’ambiente, il primo intervento consiste nella “Messa In Sicurezza di Emergenza” (MISE). Con questa sigla si intende ogni intervento atto a contenere le sorgenti primarie di contaminazione, a impedirne il contatto con altre matrici presenti nel sito e a rimuovere i contaminanti in attesa che si compiano altri interventi di bonifica e/o messa in sicurezza temporanea o permanente.
Affinchè le attività di MISE siano efficaci, devono essere attuate immediatamente. Occorre quindi creare un sistema di Pronto Intervento Ecologico (PIE), che preveda le procedure idonee per affrontare le situazioni più diverse, in modo da assicurare una soluzione istantanea al rilascio (o alla minaccia di rilascio) di sostanze tossiche nell’ambiente ed eliminare quindi il pericolo per l’uomo e l’ambiente.

I principali scenari e le procedure di intervento

Le dispersioni di sostanze pericolose possono verificarsi per strada, in caso di incidenti che coinvolgono mezzi pesanti che le trasportano, in seguito alla rottura di cisterne, o anche per cattivo stivaggio o utilizzo di imballaggi non idonei. Altre situazioni di emergenza possono verificarsi all’interno delle aziende, in seguito al malfunzionamento di impianti, rotture di tubazioni o serbatoi, fughe di gas tossici, polimerizzazione non prevista di sostanze, reazioni dovute a miscelazione di prodotti chimici, oppure a eventi quali incendi, alluvioni, terremoti, ecc. Se l’emergenza è di entità tale da creare un pericolo per la salute pubblica, occorre attivare l’intervento delle autorità competenti, quali i Vigili del Fuoco o le Arpa: in particolare, nell’ambito del sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, le Arpa regionali sono state individuate come centri di competenza esclusiva nel proprio territorio.
Per una MISE corretta, occorre innanzitutto circoscrivere l’area coinvolta e rimuovere la fonte di contaminazione primaria, realizzando presidi di contenimento e opere di scavo e copertura delle aree contaminate. È essenziale la predisposizione di unità speciali di primo intervento dotate delle attrezzature idonee a fronteggiare l’emergenza; in particolare, poiché la contaminazione può riguardare diverse matrici ambientali (acqua, aria, suolo e sottosuolo) occorrerà adottare, di volta in volta, interventi atti a garantire il recupero dell’acqua inquinata, la rimozione del terreno e, in caso di contaminazione in ambienti chiusi, l’aspirazione dell’aria contaminata. Inoltre, il personale addetto al MISE deve essere specificamente formato rispetto alle diverse possibili sostanze inquinanti, alle metodologie di intervento, ai potenziali rischi e all’uso corretto dei DPI.
Infine, il completamento della messa in sicurezza andrà stabilita in accordo con gli Enti e le autorità competenti, in funzione dell’effettivo controllo sulla migrazione e diffusione del contaminante.

Quando coinvolgere l’Arpa?

In genere, le situazioni di emergenza in cui Arpa interviene sono: contaminazione di corpi idrici superficiali; contaminazione da condotte fognarie; scarico o sversamento abusivo di sostanze, materiali e rifiuti inquinanti (o potenzialmente tali); inquinamento atmosferico, che si manifesta con episodi acuti e/o particolarmente gravi di disagi irritativi/olfattivi; incidenti presso impianti industriali (ad esempio fuoriuscita di sostanze pericolose, incendi e esplosioni); incidenti durante il trasporto con rilascio di sostanze inquinanti; rinvenimento di sorgenti radioattive o materiali contaminati.
Altre situazioni in cui Arpa interviene a titolo non emergenziale, bensì nel corso della sua attività ordinaria, riguardano molestie olfattive e acustiche derivanti da eventi e attività (sia sporadiche che costanti), ed altri eventi il cui accadimento è riscontrabile continuativamente o con frequenze stabili.

Indicazioni operative

L’intervento inizia in seguito alla chiamata di emergenza a un numero verde (attivo H24 per 365 giorni/anno), durante la quale un tecnico specializzato fornisce al chiamante le prime indicazioni su come affrontare la situazione. Successivamente avviene il sopralluogo, durante il quale il tecnico esperto raccoglie tutte le informazioni necessarie per condurre l’intervento in modo rapido ed efficace; infine, il responsabile tecnico stabilisce le azioni da intraprendere con la squadra operativa.
In caso di contaminazioni ambientali, è prioritario bloccare la fonte primaria dell’inquinamento e di tutte le vie di migrazione; successivamente si procede alla decontaminazione e bonifica del sito, con tipologie di intervento differenziate a seconda che sia necessario intervenire su terreni superficiali o profondi, acque superficiali o di falda, o sull’aria.

Alcuni casi concreti

Il caso Lambro: il 23 febbraio 2010 si è verificata la contaminazione da idrocarburi dei fiumi Lambro e Po, a causa di uno sversamento accidentale da un deposito, che ne ha immesso nella rete fognaria circa 2.600 tonnellate. La tempestività dell’intervento ha consentito di limitare notevolmente i danni all’ambiente e superare la fase di emergenza in tempi brevi (una settimana) e costi sostenibili, recuperando circa l’80 percento dei prodotti sversati.
Sversamento accidentale di idrocarburi: nel 2015 si è verificato un incidente stradale in cui un’autocisterna ha disperso su una strada provinciale circa 11.000 litri di gasolio da autotrazione. La tempestività dell’intervento (entro 2 ore dall’incidente) ha permesso di limitare la propagazione dell’inquinamento, nonostante la sera stessa siano intervenute forti precipitazioni nella zona interessata. Le realtà intervenute hanno provveduto a coprire l’intera area con teli impermeabili, per evitare che la pioggia trasferisse la materia inquinante dal terreno alle acque. In maggior dettaglio, nelle ore immediatamente successive all’evento sono state adottate le seguenti operazioni: chiusura della sede stradale, con posa di transenne e idonea cartellonistica; aspirazione mediante autobotte del prodotto sversato; spandimento sulla sede stradale di materiale granulare oleoassorbente e, per aumentarne il potere assorbente, è stato frizionato sul manto stradale e sostituito man mano fino a completo esaurimento del liquido; raccolta del materiale assorbente esausto in sacconi a doppia camicia, e successivo stoccaggio in area appositamente adibita; posa di barriere oleoassorbenti nella condotta e nelle camerette di ispezione della rete fognaria presenti sulla carreggiata; posizionamento di un pallone otturatore a valle della rete fognaria al fine di contenere il prodotto petrolifero infilatosi nella condotta; lavaggio delle tubazioni fognarie con canal jet ad alta pressione; scarificazione del terreno delle banchine stradali, palesemente contaminato, che è stato accumulato in un’area di stoccaggio temporaneo realizzata su un terreno privato adiacente la sede stradale.
Successivamente è stata effettuata un’indagine preliminare mediante campionamenti del terreno superficiale e monitoraggio delle acque sotterranee, inviando campioni di terreno e di acqua in laboratorio per le necessarie analisi. E’ stata infine ripristinata la sede stradale.  
Contaminazione radioattiva: presso Spilimbergo (Pordenone) è ubicato un impianto di termodistruzione, che riceve il 40 percento di tutti i rifiuti solidi industriali prodotti nel Nord Italia. I residui della filtrazione e del trattamento dei fumi, definiti “Prodotti Sodici Residui” (PSR) vengono riciclati dall’impianto Solvay Chimica Italia di Rosignano (LI) per la produzione di carbonato di sodio.
Nell’ottobre 2009, Arpa Friuli Venezia Giulia segnalò l’invio dall’inceneritore di un carico di PSR contaminato con Ge-68; in seguito a ciò, Arpa Toscana intervenne presso l’impianto Solvay, constatando che dei quattro lotti contaminati tre erano già stati processati e solo uno era ancora custodito in un silos. Furono quindi eseguiti campionamenti sul lotto non ancora utilizzato e su porzioni (accantonate dall’azienda) dei lotti già processati; i campioni furono sottoposti ad analisi mediante spettrometria gamma ad alta risoluzione. Il tavolo tecnico istituito allo scopo decise di procedere nel modo seguente: processare anche il quarto lotto, poiché l’estrazione delle polveri dal silos non fu ritenuta opportuna in termini di costi/benefici per la salute e l’ambiente (infatti i livelli di attività riscontrati in sede di analisi non erano tali da destare preoccupazioni circa l’esposizione dei lavoratori e dei residenti in prossimità dell’impianto di stoccaggio delle polveri); procedere ad una valutazione dell’impatto radiologico sulla popolazione e sui lavoratori interessati, che dimostrasse il rispetto delle condizioni di non rilevanza radiologica stabilite dal D.Lgs 230/1995; presentare da parte dell’azienda una valutazione di impatto radiologico su lavoratori, popolazione e ambiente per i tre lotti già processati.
La Solvay si attivò per mantenere segregato il lotto non ancora processato, fino all’esecuzione di uno studio di fattibilità delle operazioni di estrazione dei rifiuti dal silos in vista dell’eventuale destinazione a smaltimento all’esterno dello stabilimento; l’azienda, inoltre, organizzò le modalità di ricevimento di ulteriori lotti di rifiuti da parte dell’inceneritore friulano ed eseguì le valutazione di impatto richieste.

PRAGMA CHIMICA

Pragma Chimica è da oltre 20 anni a servizio dell’ambiente. Nasce, infatti, nel 1996 per operare nel settore dell’ecologia e ambientale e del trattamento delle acque. “Ambiente” e “Acqua” sono , non a caso, i due campi di intervento nei quali l’azienda è strutturata. Il servizio offerto dai suoi tecnici specializzati e dal personale esperto garantisce professionalità, velocità di intervento, sicurezza e completezza di tutte le fasi di intervento
Nell’ambito dello smaltimento rifiuti e bonifiche ambientali, l’azienda offre i seguenti servizi: analisi di classificazione rifiuti, trasporto e smaltimento rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, recupero solventi esausti, smaltimento apparecchiature e oli contaminati da PCB, servizio di disidratazione fanghi industriali, pulizia vasche industriali e camini di emissione, M.I.S.E. (Messa in sicurezza di emergenza), redazione piano di bonifica.
Relativamente ai servizi di consulenza, invece, propone: consulenza gestione rifiuti; RC/S, FIR, MUD, Sistri; AUA (Autorizzazione Unica); valutazione dei rischi; valutazioni impatto acustico; check aziendali.
Per quanto attiene le tecnologie per il trattamento dell’acqua, è specializzata in: progettazione, realizzazione e gestione di impianti e sistemi tecnologicamente avanzati per la depurazione dei reflui industriali e civili; prodotti chimici per trattamento delle acque reflue e dei fanghi industriali; trattamento circuiti di raffreddamento e condizionamento, trattamento sistemi di generazione vapore, decapaggi, inibitori di corrosione e antincrostanti; video ispezioni caldaie. www.pragmachimica.it

 

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