La doggy bag contro lo spreco di cibo

07/12/2017

Sdoganare la doggy bag trasformandola in un gesto semplice e consueto ogni volta che si va al ristorante. Fipe, la Federazione italiana pubblici esercizi, e il consorzio Comieco stanno unendo le forze contro lo spreco alimentare lanciando su scala nazionale il progetto ‘Doggy Bag: se avanzo mangiatemi’. Con questa iniziativa vengono messi a disposizione dei ristoranti italiani degli eco-contenitori di design e ‘made in Italy’ per dare ai clienti la possibilità di portare agevolmente a casa cibi e bevande non consumate.
Il progetto ha ovviamente l’obiettivo di accrescere la sensibilità dei cittadini verso il cibo e il recupero delle eccedenze; e la doggy bag può avere un ruolo strategico per vincere questa sfida dal punto di vista culturale e accompagnare il cittadino in nuovo percorso di consapevolezza allungando la vita di un prodotto altrimenti destinato a finire nella spazzatura. Comieco ha realizzato un contenitore funzionale e accattivante per dare un nuovo valore del cibo.
"Nei ristoranti italiani si sprecano ancora ogni anno 185.000 tonnellate di cibo - dichiara Giancarlo Deidda, vicepresidente di Fipe -  sono numeri sempre più difficili da accettare, ma in parallelo si sta facendo strada una nuova sensibilità, sia nei clienti che nei ristoratori, nel prevenire e contrastare questo problema. Nel mondo dei pubblici esercizi l'impegno contro lo spreco alimentare si traduce in un percorso complesso che inizia a monte della catena e comprende azioni di controllo in fase di acquisto, preparazione e conservazione degli alimenti. La doggy bag è l'ultimo, importante anello di questa catena. Non si tratta solo di una pratica che fa bene all'ambiente, ma che permette di consumare del buon cibo preparato al ristorante anche nelle proprie case, prolungando il piacere di un'esperienza di qualità. Ci sono ristoranti e trattorie in cui le porzioni sono più abbondanti rispetto agli ultimi standard; la doggy bag è un'importante espressione di educazione, sia ambientale che di rispetto nei confronti di ciò che viene preparato e servito. I ristoratori sono pronti a recepire questa nuova cultura".

 

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