LE PROVE DI TENUTE SU SERBATOI INTERRATI

30/11/2017

In particolari situazioni di rischio connesse con lo stato di conservazione di un serbatoio interrato è necessario attuare apposite prove di tenuta per verificare l’integrità del manufatto e valutare successivamente se procedere a interventi di risanamento.
Si definisce serbatoio interrato un contenitore di stoccaggio di cui non sia direttamente e visivamente ispezionabile la totalità della superficie esterna: è questa, infatti, la condizione che, in caso di perdite, comporta un reale rischio per le matrici ambientali, indipendentemente dal fatto che il serbatoio si trovi interamente o meno sotto il piano campagna. Ne deriva che si deve qualificare interrato anche un serbatoio non completamente posto sotto il piano di campagna o semplicemente appoggiato sul suolo, dato che in tali casi, viene meno la diretta e totale visibilità della superficie esterna.
L’esercizio del serbatoio deve avvenire in condizioni di sicurezza ambientale. A tale fine i serbatoi interrati esistenti, non realizzati secondo le prescrizioni previste per i nuovi impianti (doppia parete), devono essere sottoposti a controlli di tenuta, secondo la periodicità stabilita dal Regolamento locale d’Igiene del Comune in cui il serbatoio è installato o, in carenza, dal R.T.I.L.
Pertanto, laddove non già espressamente previsto dai R.l.L., la frequenza delle prove di tenuta, quale principale strumento di controllo periodico a tutela dell’ambiente contro eventuali perdite da manufatti esistenti, possa essere determinata come segue, in base alla vetustà del serbatoio e all’effettuazione degli interventi di risanamento: serbatoio non risanato di età oltre i 30 anni o sconosciuta, frequenza annuale delle prove di tenuta; serbatoio non risanato tra 15 e 30 anni di età, frequenza biennale delle prove di tenuta; serbatoio risanato, prove di tenute a partire dal 5° anno.
Le prove di tenuta vanno distinte dalla verifica dell’integrità strutturale cui è subordinato il risanamento. La differenza sostanziale risiede nel fatto che la verifica di integrità strutturale mira a valutare, oltre che l’assenza di perdite, anche le condizioni strutturali del serbatoio stesso e delle condizioni di installazione.
Tali verifiche devono comprendere, in particolare, anche la misura dello spessore delle pareti del serbatoio e dello stato di conservazione del rivestimento interno.
Vi è, inoltre, una tempistica diversa: la verifica di integrità deve essere eseguita preliminarmente al risanamento per assicurare un livello di maggior sicurezza ambientale ed un prolungamento della vita economica del serbatoio, mentre le prove di tenuta hanno carattere periodico ed una frequenza stabilita dal R.l.L. comunale.
Le prove di tenuta si distinguono in:
prove di tipo “speditivo”: basate sul controllo differenziale del livello del liquido contenuto nel serbatoio prevedendo la rilevazione contestuale dei valori di temperatura della massa liquida al fine di poter procedere alle compensazioni dei dislivelli riscontrati; le prove di tipo speditivo, che possono richiedere tempi lunghi di osservazione, sono di norma applicabili a serbatoi di tipo civile, di capacità  inferiore a  15 mc .
prove di tipo “strumentale”: basate sul controllo della tenuta del serbatoio con metodiche di riconosciuta validità a livello europeo o internazionale, quali quelle riconosciute da Unichim
I risultati delle prove devono essere conservate a cura del proprietario, ovvero dal conduttore dell’impianto. Nel caso la prova attesti la mancata tenuta del serbatoio deve essere data comunicazione immediata alle autorità competenti; qualora poi fosse accertata l’eventuale dispersione di sostanze pericolose nella matrice ambientale dovrà essere intrapreso l’iter di bonifica.
Le prove di tenuta devono essere effettuate da personale tecnico qualificato. A tale riguardo, in mancanza di disposizioni che prescrivano specifici requisiti, si ritiene che le prove di tenuta possano essere eseguite da un tecnico di comprovata esperienza e/o documentata qualifica nell’utilizzo dei metodi di prova e specifica conoscenza delle caratteristiche di pericolosità delle sostanze trattate. Dovrà essere rilasciata una certificazione dei risultati ottenuti che contenga altresì indicazioni relative alla metodologia utilizzata, alle condizioni esecutive e ai limiti di rilevabilità.


C.S.E.

Collaudi, test di tenuta, controllo spessori, stato d’uso e conformità alle norme, su serbatoi di qualunque tipo e tubazioni, sia interrati sia fuori terra, sono oggi eseguiti con tecnologie d’avanguardia, riconosciute dalle autorità italiane e da molte autorità straniere.
C.S.E. esegue test di tenuta su cisterne, tubazioni, pozzetti e vasche di raccolta, in quanto la perfetta tenuta è molto importante per evitare dispersione di materiali sul e nel terreno che ne rimarrebbe contaminato.
Considerando i costi per perdita di prodotto e danni agli immobili e terreni e per i conseguenti interventi di riparazione e bonifica, tutti questi controlli sono sicuramente necessari.
I controlli non sottopongono a stress il serbatoio per la messa in pressione e possono essere effettuati sia con serbatoio pieno, parzialmente pieno o vuoto. In ogni caso viene verificata la tenuta dell’intero serbatoio, sia della parte sommersa dal liquido sia di quella non sommersa, individuando anche le perdite di piccola entità. Questo permette di intervenire prima che si verifichino gravi danni e prima che il serbatoio venga definitivamente compromesso.
Il tempo di fermo serbatoio normalmente non supera le 3 ore, ed il personale addetto è formato per il lavoro in ambienti confinati. www.cse-engineering.it


ECOMEDIT

La cadenza con cui devono essere eseguite le prove di tenuta sui serbatoi è indicata nel Regolamento d’igiene emesso dal Comune oppure dalle linee guida dell’Arpa. In linea generale, annualmente per i serbatoi installati da oltre 30 anni o con data di installazione sconosciuta e biennale per i serbatoi attivi da 15/30 anni; i serbatoi a doppia camera, invece, prevedono il controllo dal 15° anno.
EcoMedit effettua prove di tenuta su vasche, serbatoi e cisterne, con metodi non distruttivi assicurando la massima velocità e professionalità. Il metodo MassTech viene utilizzato per serbatoi con grado di riempimento superiore al 70 percento, oppure in combinazione con la metodologia Ullage per serbatoi con grado di riempimento tra 11-70 percento. Si determina la condizione di tenuta del serbatoio misurando la massa del prodotto contenuto attraverso un sensore di pressione. Le letture dei valori vengono registrate ogni minuto per circa un’ora, poi l’analista incrocia i vari dati con parametri esterni e determina l’esito della prova.
Per effettuare la prova di tenuta di cisterne o serbatoi con grado di riempimento fino al 10 percento, o in combinazione al metodo MassTech per serbatoi con grado di riempimento tra 11-70 percento, EcoMedit utilizza la metodologia Ullage. Dopo aver raccolto dati sul serbatoio, si crea una depressione controllata che viene monitorata dall’operatore per un’ora, ed effettua un’analisi acustica ad ultrasuoni delle emissioni sonore all’interno del serbatoio.
Nel metodo volumetrico, EcoMedit utilizza un software proprietario opportunamente tarato sui dati del serbatoio e lo collega a una sonda che viene fatta calare nella cisterna dando vita al processo di rilevazione/analisi automatico con l’autodiagnosi di controllo funzionale. Con questa metodologia, qualsiasi minimo scarto viene rielaborato per emettere il giudizio di tenuta o per quantificare l’eventuale rateo di perdita/ingresso rilevato nell’arco di esecuzione della prova. www.ecomedit.it


SERBACONTROL

Per garantire l'integrità dei contenitori, Serbacontrol fornisce la prova collaudo e di tenuta dei serbatoi. Queste operazioni eseguite con professionalità ed attrezzature all'avanguardia sono fondamentali per tenere sempre sotto controllo la qualità dei liquidi in stoccaggio e la salvaguardia dell'ambiente circostante. Gli esperti a disposizione dell'azienda intervengono con tempestività in casi urgenti e programmano i servizi per manutenzioni ordinarie.
Le prove di collaudo e tenuta dei serbatoi eseguite dalla squadra di operai di Serbacontrol sono studiate per offrire risposte attendibili e tempestive sulla qualità delle vasche e dei contenitori in uso. L'azienda si avvale di strumentazioni adeguate per controllare la presenza di fessure, buchi e quindi di fuoriuscite di liquidi nelle cisterne. I metodi impiegati sono applicati a contenitori vuoti e pieni, e consentono di rilevare in tempi brevi e con precisione eventuali anomalie. Queste operazioni di verifica sono molto importanti perché la presenza di falle nel contenitore comporta seri danni, quali: fuoriuscita del liquido con conseguente inquinamento; infiltrazioni nel contenitore di aria e gas con potere deteriorante.
Attraverso sistemi ad ultrasuoni le operazioni di prova per il collaudo e la tenuta dei serbatoi analizzano lo stato della cisterna e garantiscono sicurezza. Tutti gli interventi eseguiti sono certificati e rispondenti alle ultime normative di legge.
L’azienda impiega il metodo SDT TankTest System ad ultrasuoni, che è sicuro, veloce, efficiente ed economico. Grazie a questo sistema interviene in diversi ambiti in tutto il Nord Italia, dal piccolo serbatoio dell'abitazione civile agli enormi impianti industriali di società internazionali, ferroviarie ed aeroportuali. www.serbacontrol.it

 

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