L'economia europea carbon neutral

12/12/2018

La Commissione Europea ha presentato la nuova Strategia climatica di lungo periodo dell'Unione, che aggiorna la precedente Roadmap 2050 in accordo con gli obiettivi di Parigi e alla luce del recente Report Speciale dell'Ipcc del 1.5°.
"A Clean Planet for All" e' il nome della nuova strategia che, pur riprendendo l'obiettivo della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra dell'80-95 percento al 2050, prefigura per l'Unione Europea un nuovo scenario di decarbonizzazione totale a quella data.
Nel documento viene fornita una visione strategica e sono delineati gli strumenti e le modalita' con cui potra' essere raggiunta questa transizione climatica ed energetica verso un'economia a zero emissioni.
Secondo le stime della Commissione, saranno necessari investimenti nel solo settore energetico fino a 290 mld di euro in piu' all'anno oltre a quelli previsti dalle politiche vigenti, le quali risultano gia' fuori traiettoria rispetto agli obiettivi di Parigi, arrivando a ridurre nel 2050 le emissioni di gas a effetto serra solo del 60 percento.
Molteplici sono i benefici che l'UE potra' trarre da questa transizione: un aumento del PIL fino al 2 percento, un importante vantaggio competitivo in diversi settori, a partire da quello energetico, una minore dipendenza energetica e il rafforzamento del ruolo di leadership a livello geopolitico e diplomatico.
La Commissione elabora anche un focus specifico sulla mobilita', che dovra' essere piu' elettrica e piu' digitalizzata, prefigurando un cambiamento profondo non solo dell'offerta di beni e servizi ma anche di scelte comportamentali.
Altro approfondimento riguarda il potenziale delle biomasse sia per la bioeconomia che nel settore energetico; in quest'ultimo, per centrare gli obiettivi di decarbonizzazione, il consumo di bioenergie potrebbe dover aumentare fino all'80 percento rispetto ai livelli attuali, grazie all'impiego diretto nel riscaldamento e per la produzione di biocarburanti.
La Commissione non nasconde, pero', preoccupazioni in merito all'effettiva sostenibilita' di un ampio ricorso alla biomassa, richiamando la necessita' di soddisfare la crescente domanda con produzione domestica per ridurne l'importazione e garantendo il mantenimento dei carbon sink attraverso un attento equilibrio fra politiche agricole, forestali e di gestione del territorio.
Molti altri temi sono stati trattati all'interno del documento: il ruolo della ricerca e dell'innovazione come driver fondamentale per soluzioni a basse emissioni sempre piu' accessibili, il ruolo delle realta' locali e dei cittadini nell'indirizzare la transizione attraverso scelte piu' sostenibili e per le politiche di adattamento e il ruolo della fiscalita' ecologica per finanziare la transizione low carbon.

 

Aziende in Evidenza