Rapporto Ecomafia 2020

22/12/2020

Il termine "Ecomafia" e' un neologismo coniato da Legambiente che indica quei settori della criminalita' organizzata che hanno scelto il traffico e lo smaltimento illecito dei rifiuti, l'abusivismo edilizio e le attivita' di escavazione come nuovo grande business. A queste attivita', recentemente, si stanno aggiungendo i traffici clandestini di opere d'arte rubate e quelli di animali esotici.
Dal 1994 l'Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalita' di Legambiente svolge attivita' di ricerca, analisi e denuncia del fenomeno in collaborazione con tutte le forze dell'ordine, l'istituto di ricerche Cresme, magistrati impegnati nella lotta alla criminalita' ambientale e gli avvocati dei Centri di azione giuridica di Legambiente.

Il lavoro di ricerca, analisi e denuncia nel 2020 e' stato dedicato al consigliere comunale Mimmo Beneventano, ucciso dalla camorra il 7 novembre del 1980, antesignano delle battaglie di Legambiente contro l'assalto speculativo e criminale al Parco nazionale del Vesuvio; e a Natale De Grazia, il capitano di corvetta della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria scomparso 25 anni fa, il 12 dicembre del 1995, mentre indagava sugli affondamenti delle cosiddette navi "dei veleni" nel mar Tirreno e nel mar Ionio.

Nel 2019 i reati contro l'ambiente sono aumentati: 34.648 quelli accertati, alla media di 4 ogni ora, con un incremento del 23.1 percento rispetto al 2018.
Gli ecocriminali sono attivi in tutte le filiere: dal ciclo del cemento a quello dei rifiuti, dai traffici di animali fino allo sfruttamento delle energie rinnovabili e alla distorsione dell'economia circolare.
Il business potenziale complessivo di queste attivita', stimato in 19,9 miliardi di euro per il solo 2019, dal 1995 a oggi ha toccato quota 419,2 miliardi.

Le storie e i numeri della criminalita' ambientale in Italia rivelano un quadro preoccupante sulle illegalita' ambientali e sul ruolo che ricoprono le organizzazioni criminali, anche al Centro-Nord. Realizzato da Legambiente, con il sostegno di Cobat e  Novamont, il rapporto ha analizzato i dati frutto delle attivita' svolta da forze dell'ordine, Capitanerie di porto, magistratura e Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente.

 

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