Stop allo spreco di cibo con Food.Waste.StandUp

09/05/2018

Il progetto Life Food.Waste.StandUp pensato per ridurre gli sprechi alimentari è stato lanciato a fine 2016 e ad oggi è riuscito a fare divulgazione attiva sulle tematiche del food waste a oltre 20.000 imprese alimentari italiane, coinvolgendo 5.000 punti vendita e più di 150.000 consumatori. A questo si aggiunge la formazione diretta a oltre 200 aziende e operatori della moderna distribuzione organizzata, a più di 50 addetti alle sezioni alimentari e circa 69 infopoint di Unione Nazionale Consumatori in tutta Italia. Sono state inoltre divulgate linee guida pensate per i diversi segmenti della filiera. Ma il progetto vanta anche l’apertura di numerosi tavoli di lavoro sui temi dello spreco alimentare per settore e l’avvio di un roadshow destinato alle regioni italiane che ha già toccato Veneto, Lombardia, Lazio e Emilia Romagna. Molti, poi, gli strumenti messi a disposizione dei cittadini per aiutare i consumatori nella gestione delle scorte alimentari, fra cui il lancio dell’app “Spesa Facile” e la presenza di un esperto online consultabile dai portali dei partner.
Stando ai dati FAO quasi 1/3 della produzione mondiale di cibo finisce nella spazzatura e solo in Italia, ogni anno, vengono buttati via alimenti per oltre 12,5 miliardi di euro. Una battaglia che nessuno può vincere da solo e questa iniziativa di filiera per la prima volta riunisce gli attori chiave della catena in un progetto di altissimo valore sociale, ambientale ed economico. Non solo filiera produttiva ma anche perfetta sinergia tra pubblico e privato.
"Il tema della lotta allo spreco e dell’aumento delle donazioni è da tempo al centro delle nostre attività - afferma Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione – e già molto abbiamo fatto sia per ridurre le eccedenze, lavorando con i fornitori, rendendo efficiente la logistica, studiando i comportamenti d’acquisto dei clienti, accelerando la vendita dei prodotti prossimi alla scadenza, che per aumentare il recupero delle eccedenze attraverso conferimenti ad enti caritativi. Questo sforzo ha prodotto risultati positivi, ma c’è ancora molto da fare e per questo che abbiamo aderito in modo convinto a Food.Waste.StandUp. Stiamo concentrando le nostre azioni in un roadshow per le regioni italiane, per coinvolgere istituzioni locali, imprese ed enti caritativi in una partnership che dia luogo a iniziative sui territori che possano comprendere anche una premialità per i soggetti che donano, incentivando in questo modo un comportamento virtuoso capace, attraverso l’aumento delle donazioni, di diminuire i rifiuti e i costi per la collettività".
"Ma è purtroppo tra le mura domestiche che si registrano i maggiori sprechi alimentari - spiega Massimiliano Dona, presidente di UNC - con circa 85 kg di cibo pro capite che ogni anno finisce nella spazzatura. Per questo è fondamentale sensibilizzare i consumatori verso corretti stili di vita e più consapevolezza sia nel fare la spesa che nel modo di conservare e cucinare gli alimenti. Non è soltanto una questione di sostenibilità ambientale, ne va della stessa economia familiare; spesso, infatti, non ci si rende conto di quanto si potrebbe risparmiare con una spesa più razionale, senza farsi influenzare da mode e pubblicità".
"Non è accettabile che il cibo che produciamo venga perso o sprecato prima che raggiunga le nostre tavole – afferma Andrea Giussani, presidente Fondazione Banco Alimentare Onlus - soprattutto se consideriamo che oltre 4 milioni di persone, in Italia, non hanno di che nutrirsi a sufficienza".

 

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