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I premi dell’Eni Award 2025

Eni Award

I premi dell’Eni Award 2025

Si è recentemente svolta la cerimonia di premiazione degli Eni Award, il premio giunto alla diciassettesima edizione che si è affermato come punto di riferimento a livello internazionale per la ricerca nei campi dell’energia e dell’ambiente.

Questo testimonia l’importanza che la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica hanno per Eni e il suo impegno a favorire la sostenibilità e l’accesso all’energia, in accordo con i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Dalla sua istituzione nel 2008 le candidature sono state oltre 11.000.

La Commissione Scientifica che valuta le ricerche è composta da scienziati che appartengono ai più avanzati istituti di ricerca a livello mondiale e, negli anni, ha visto la partecipazione di 6 Premi Nobel.

Il premio Transizione Energetica, uno dei tre riconoscimenti principali, che valorizza le migliori innovazioni per la decarbonizzazione dell’attuale sistema energetico, è stato assegnato a Jeff Dahn della Dalhousie University (Canada) per i suoi studi innovativi nel campo dello stoccaggio energetico. Questi hanno portato allo sviluppo di batterie agli ioni di litio e di sodio progettate con l’obiettivo di raggiungere una vita utile superiore ai 50 anni, utilizzando materiali sostenibili e ad alta densità energetica. Grazie a innovativi metodi di test accelerati e alla progettazione di celle adatte anche ai Paesi con climi caldi, il lavoro contribuisce a ridurre il riciclo precoce, favorire il riutilizzo e accelerare l’elettrificazione del trasporto globale.

Il premio Frontiere dell’Energia per ricerche sulle fonti rinnovabili e sullo stoccaggio dell’energia, invece, è stato assegnato al francese Lydéric Bocquet per i contributi nello sviluppo di una tecnologia rivoluzionaria volta a rendere efficace la raccolta dell’energia osmotica, che si ricava dalla differenza di salinità tra acqua di mare e acqua dolce. L’energia osmotica è una fonte completamente rinnovabile, priva di emissioni di gas serra, non intermittente e disponibile a livello mondiale.

Il premio Soluzioni Ambientali Avanzate, dedicato a ricerche per la salvaguardia e l’uso sostenibile delle risorse naturali, è stato assegnato a Philippe Ciais del Laboratoire des Sciences du Climat et de l’Environnement (Francia). L’assegnazione è avvenuta per i suoi contributi fondamentali alla quantificazione, comprensione e previsione dell’assorbimento di carbonio da parte degli ecosistemi terrestri su scala globale, regionale e locale, con profondi risvolti nella definizione di strategie di mitigazione dei cambiamenti climatici.

I premi Giovane Ricercatore dell’Anno, rivolti a ricercatori che hanno conseguito il dottorato di ricerca in università italiane, sono stati assegnati a Maria Basso (Università degli Studi di Padova) e Virginia Venezia (Università degli Studi di Napoli Federico II). La prima ha studiato dei materiali chiave per affrontare le sfide globali legate al consumo energetico e alla scarsità d’acqua, usando un approccio a basso impatto ambientale. Tra le applicazioni innovative nel campo dell’energia sostenibile su cui i materiali sono stati testati, ci sono le finestre intelligenti termocromiche e i collettori di acqua da aria umida. La seconda, invece, ha contribuito a sviluppare strategie innovative per la valorizzazione di biomasse di scarto in materiali multifunzionali. Con approcci di chimica sostenibile, ha migliorato la stabilità e la funzionalità di sostanze di scarto, combinandole in materiali ibridi tecnologicamente avanzati utilizzabili negli imballaggi alimentari, nella protezione ambientale e nel recupero di metalli nobili da rifiuti elettronici.

La sezione Giovani Talenti dall’Africa, istituita nel 2017 in occasione del decennale di Eni Award e dedicata ai giovani talenti dal Continente Africano, conferisce due premi, assegnati rispettivamente ad Asengo Gerardin Mabia dell’Institut National Polytechnique Félix Houphouët-Boigny (Costa d’Avorio) e a Shimaa Farag dell’American University in Cairo (Egitto). I dottorandi vincitori ricevono un premio per potenziare e arricchire la loro attività di ricerca durante il corso di dottorato che stanno frequentando presso le università di appartenenza. La ricerca di Asengo Gerardin Mabia si concentra sulla valorizzazione dei rifiuti agricoli e agroindustriali in Costa d’Avorio, in particolare della melassa di canna da zucchero e bucce di baccello di cacao, per produrre acido polilattico, una bioplastica di largo utilizzo, facilmente biodegradabile; quella di Farag Shimaa, invece, mira a fornire una soluzione innovativa, ecologica ed economica per il trattamento delle acque reflue in Egitto, in particolar modo per la rimozione di metalli pesanti e antibiotici.

Per la sezione Eni for Innovation, che elegge i progetti innovativi sviluppati da ricercatori ed esperti tecnici Eni, sono stati premiati numerosi studiosi che hanno presentato progetti innovativi che coniugano sostenibilità e tecnologie.

Anche per quest’edizione Eni ha assegnato la Menzione speciale Eni Joule for Entrepreneurship, destinata a team, spin off universitari, startup e volta a favorire l’applicazione, la valorizzazione e il trasferimento delle tecnologie promuovendo nel contempo la creazione di un ecosistema dell’innovazione sostenibile. Le tre startup che si sono particolarmente distinte sono:

  • Exe Engineering for Environment che ha sviluppato una soluzione brevettata hardware e software con l’obiettivo di automatizzare ed ottimizzare la captazione di biogas da discariche;
  • Koalisation Società Benefit che opera nel settore della carbon finance implementando progetti ad alto impatto basati sullo sviluppo sociale delle comunità indigene e sulla rigenerazione degli ecosistemi ambientali;
  • Eoliann Società Benefit che ha sviluppato una piattaforma basata su algoritmi predittivi per la quantificazione dei rischi fisici legati al cambiamento climatico per supportare strategie di resilienza data driven.