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Fast food: la carta si conferma il materiale di riferimento

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Fast food: la carta si conferma il materiale di riferimento

In Italia la ristorazione veloce rappresenta circa l’11% della ristorazione commerciale e il 9% dei consumi fuori casa, secondo i dati FIPE. In questo contesto, la carta si conferma un materiale strategico grazie alla sua natura rinnovabile e alla possibilità di essere riciclata. La sua ampia diffusione tra gli imballaggi e i prodotti di servizio genera infatti volumi significativi di materiale recuperabile, a condizione che raccolta e gestione dei rifiuti siano organizzate in modo efficace.

Da queste considerazioni nasce lo studio promosso da Comieco (Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) e realizzato da Ambiente Italia. L’indagine ha coinvolto sette ristoranti McDonald’s situati a Milano, Baranzate, Parma, Perugia, Roma, Bari e Palermo, analizzando la produzione e la gestione dei rifiuti. La ricerca ha inoltre osservato il comportamento di circa mille clienti durante il conferimento dei rifiuti e lo svuotamento dei vassoi, verificando anche la destinazione finale dei materiali raccolti.

L’84% dei rifiuti viene raccolto in modo differenziato

Secondo Duccio Bianchi, cofondatore di Ambiente Italia, il modello organizzativo adottato nei ristoranti McDonald’s consente di ottenere risultati superiori alla media nazionale. L’84% dei rifiuti prodotti viene infatti conferito nella raccolta differenziata, rispetto al 68% registrato mediamente nella raccolta urbana italiana. Anche il tasso complessivo di riciclo risulta più elevato, raggiungendo il 67% contro una media nazionale del 54%.

Questi risultati sono resi possibili da un sistema basato su più punti di raccolta all’interno dei locali, una segnaletica chiara e la separazione dei diversi flussi di rifiuti (carta, plastica e metalli, vetro, organico e indifferenziato). Gli errori dei clienti risultano limitati: solo un consumatore su dieci conferisce i rifiuti nella frazione sbagliata. Secondo Bianchi, una maggiore visibilità dei contenitori dedicati all’organico potrebbe contribuire a migliorare ulteriormente le performance.

La carta protagonista della transizione ecologica

Lo studio mette in evidenza anche il crescente utilizzo di materiali a base cellulosica. Oltre l’88% degli imballaggi e dei prodotti di servizio, come tovaglioli, cannucce, tovagliette e contenitori, è infatti realizzato in carta. Di questi, quasi il 70% è costituito da materiale monocellulosico, mentre la restante quota è composta prevalentemente da carta accoppiata con altri materiali, comunque altamente riciclabili.

“I dati confermano l’efficacia del modello – commenta Roberto Di Molfetta, direttore generale di Comieco – Il tasso di riciclo degli imballaggi in carta analizzati raggiunge l’87%, dimostrando quanto sia strategico continuare a investire su un materiale rinnovabile, riciclabile e riciclato. Per migliorare ulteriormente è però necessario intervenire lungo tutta la filiera: dalla corretta separazione dei rifiuti da parte dei clienti alla gestione del personale, fino all’adeguata frequenza dei ritiri e al rafforzamento della logistica della raccolta. In questo modo sarà possibile incrementare il recupero della carta e ridurre progressivamente il rifiuto indifferenziato, con l’obiettivo di azzerarlo.”

Anche Antonio D’Amato, presidente di Seda International Packaging Group, sottolinea il valore del modello adottato da McDonald’s e il ruolo del packaging in carta: “McDonald’s coinvolge il consumatore e lo rende parte attiva del sistema di raccolta e gestione dei rifiuti. L’Italia, prima in Europa per raccolta differenziata, ha costruito in trent’anni uno dei sistemi di economia circolare più avanzati al mondo. Il packaging non rappresenta un elemento accessorio, ma uno strumento fondamentale per tutelare la salute e ridurre gli sprechi di acqua e cibo, che a livello globale interessano circa il 30% della produzione alimentare.”

Le criticità ancora da affrontare

Accanto ai risultati positivi, la ricerca individua anche alcuni margini di miglioramento. Circa il 14% dei materiali conferiti nella raccolta della carta dovrebbe infatti essere destinato ad altre frazioni di raccolta, segno che è necessario rafforzare ulteriormente la corretta separazione dei rifiuti.

Lo studio evidenzia inoltre come la raccolta differenziata non sia ancora omogeneamente diffusa sul territorio nazionale. In diversi esercizi il servizio risulta assente o non pienamente efficace e, in molti comuni, persistono criticità legate soprattutto alla frequenza dei ritiri, elemento determinante per garantire un sistema di riciclo efficiente.

Image by magnific