Bonifiche. Il mercato italiano vale 43 miliardi euro
Un mercato da 43 miliardi di euro, con 3,5 miliardi di fatturato annuo e circa 25.000 occupati. Sono i numeri del settore delle bonifiche ambientali in Italia, presentati da Assoreca alla Camera dei Deputati.
In Italia sono oltre 36.800 i siti interessati da procedimenti di bonifica a livello regionale e comunale. La superficie complessiva da risanare supera i 500 milioni di metri quadrati tra siti di interesse nazionale e aree locali: un patrimonio territoriale ancora in larga parte da recuperare e valorizzare. Secondo stime relative a settori comparabili.
Per Assoreca, a vent’anni dall’entrata in vigore del Testo Unico Ambientale, è arrivato il momento di una revisione organica della normativa.
“In questi anni il D.Lgs. 152/2006 è stato modificato oltre duecento volte. È necessario aprire una riflessione sul modello di codificazione ambientale più adatto alle sfide attuali. Una normativa moderna non è soltanto un’esigenza giuridica, ma una scelta strategica per la competitività, la sostenibilità e il futuro dell’Italia”, dichiara Merlin.
Il presidente dell’associazione del sistema confindustriale che rappresenta le imprese attive nei settori ambiente, sicurezza, energia e salute ha indicato quattro priorità per la riforma: adeguare il quadro normativo alla revisione costituzionale degli articoli 9 e 41; accelerare l’aggiornamento degli allegati tecnici, in particolare per i contaminanti emergenti come i Pfas; coordinare le discipline della bonifica e del danno ambientale; introdurre obblighi assicurativi o procedure di due diligence ambientale nelle operazioni di trasferimento d’impresa.
“Semplificare non significa abbassare la guardia sul fronte della protezione ambientale – sottolinea il sottosegretario Barbaro – significa, al contrario, renderla più efficace, più certa, più credibile. Il Governo è pienamente consapevole di questa sfida e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica sta lavorando con determinazione per costruire un quadro normativo che sappia coniugare rigore ambientale e competitività del sistema produttivo nazionale. In questo percorso, il contributo di Assoreca e delle realtà della filiera tecnico-scientifica che essa rappresenta è prezioso e non può essere ignorato”.