Dalle arance della battaglia a compost
Le arance della Battaglia hanno completato il loro viaggio. Dopo aver colorato le piazze di Ivrea durante lo Storico Carnevale le arance, simbolo di una delle manifestazioni storico-popolari più conosciute e identitarie d’Italia, tornano oggi alla comunità in una nuova forma: quella di compost di qualità destinato a nutrire il suolo e generare nuova vita.
Un’iniziativa che trasforma in modo tangibile un materiale destinato a diventare rifiuto in una nuova risorsa per il territorio chiudendo, idealmente e concretamente, il ciclo della festa attraverso un percorso virtuoso di recupero, valorizzazione e restituzione.
Il viaggio, in realtà, è iniziato ben prima della battaglia, con il Protocollo di Intesa “Arance Frigie” tra la Prefettura di Torino e il Comune di Ivrea, per condividere un percorso di legalità e rispetto delle regole nel contesto della fornitura delle arance che, a migliaia di tonnellate, giungono dai territori di produzione per la battaglia del carnevale. Una volta raccolta tutta la documentazione e fatte le necessarie verifiche, e in caso di irregolarità le squadre devono cambiare produttore.
Al termine di ogni giorno della celebre Battaglia, il percorso virtuoso delle arance prosegue, grazie al lavoro di Canavesana Servizi (Gruppo Iren) che si occupa della pulizia di strade e piazze e conferisce le arance utilizzate in Battaglia agli impianti di trattamento della frazione organica in cui vengono miscelate alla quota di rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata (scarti di cucina, sfalci d’erba e potature, residui vegetali), iniziando così il processo di trasformazione.
“Il compost è un fertilizzante naturale – spiega Andrea Grigolon, Direttore di Canavesana Servizi – ottenuto dalla decomposizione di scarti organici. Permette di nutrire le piante, migliorare la struttura del terreno, aumentare la capacità di trattenere l’acqua e ridurre i rifiuti domestici. È un elemento chiave nell’agricoltura e nel giardinaggio sostenibile, fornendo un importante contributo nel migliorare la struttura e il nutrimento del suolo da un lato, e fornendo un apporto fondamentale al riciclo dei rifiuti organici e alla riduzione dell’impiego di fertilizzanti chimici in natura. Il suo utilizzo è molteplice, dall’agricoltura, al florovivaismo, alla manutenzione del verde, alla cura degli orti domestici. E non solo. Dal rifiuto organico, e quindi anche dalle arance del Carnevale, si ricava biogas che viene immesso direttamente in rete per il consumo, un perfetto esempio di economia circolare”.
Quest’anno questo processo diventa ancora più visibile e tangibile per i cittadini attraverso una restituzione concreta del materiale ottenuto che verrà distribuito gratuitamente in modalità self-service per dare l’opportunità a tutti di poter beneficiare dei risultati della battaglia. Nel corso dei vari appuntamenti verrà, infatti, allestito uno stand in appositi spazi dedicati in cui chiunque lo desideri potrà utilizzare i sacchetti messi a disposizione dai partner del progetto e riempirli in autonomia con il supporto e l’aiuto degli esperti presenti che forniranno anche tutte le informazioni utili per il corretto utilizzo del compost.
“Le arance raccolte quest’anno da SCS sono state quasi 725.000 – racconta Calogero Terranova, presidente di Canavesana Servizi – e, tra i vari impianti di riciclo, Territorio e Risorse, del Gruppo Iren, si è reso disponibile alla restituzione di circa 10 mc del compost totale prodotto per realizzare questa iniziativa, in un’ottica sia di condivisione sinergica, sia di sensibilizzazione sulla corretta e virtuosa gestione del rifiuto organico. Grazie poi al contributo di Comieco sono stati messi a disposizione i sacchetti in carta in cui poter inserire il compost e portarlo a casa, restituendolo ai nostri terreni. Il concetto è: il rifiuto riciclabile prodotto dai cittadini con la Battaglia delle arance ritorna al territorio che può così godere dei suoi benefici”.
Un gesto semplice che racconta un valore profondo. L’iniziativa va oltre la semplice distribuzione di un prodotto utile. Rappresenta infatti la volontà di mostrare concretamente come una grande manifestazione popolare possa generare valore anche dopo la conclusione dell’evento, trasformando ciò che comunemente viene percepito come scarto in una nuova risorsa per la collettività.
Il compost ottenuto dalle arance della Battaglia diventa così il simbolo di una comunità che sceglie di prendersi cura del proprio territorio mettendo in relazione tradizione, innovazione e sostenibilità. È un esempio concreto di economia circolare applicata a un grande evento urbano: ciò che nasce dalla Festa ritorna alla comunità sotto forma di beneficio ambientale, creando un circuito virtuoso capace di generare valore sociale oltre che ecologico. L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di sostenibilità ambientale intrapreso negli ultimi anni dallo Storico Carnevale di Ivrea volto a ridurre l’impatto della manifestazione e a promuovere pratiche sempre più responsabili.
Il progetto rappresenta, inoltre, un esempio concreto della capacità del territorio di fare sistema, coinvolgendo enti pubblici, aziende e istituzioni in un percorso condiviso.
La collaborazione tra i diversi partner dell’iniziativa dimostra come competenze differenti possano integrarsi efficacemente in un progetto comune, trasformando un gesto di recupero ambientale in un’opportunità concreta di restituzione e sensibilizzazione per la comunità.
Una sinergia che negli ultimi anni si è progressivamente rafforzata e che trova oggi una delle sue espressioni più significative nella capacità di coniugare la tutela della tradizione con le sfide contemporanee della sostenibilità ambientale.