Menu Chiudi

Il depuratore di Castiglione Torinese cresce: al via la terza linea per i fanghi

Impianto di Castiglione Torinese

Il depuratore di Castiglione Torinese cresce: al via la terza linea per i fanghi

A Castiglione Torinese sono iniziati i lavori per potenziare e rendere ancora più efficiente e resiliente il depuratore di SMAT (Società Metropolitana Acque Torino), indicato come il più grande d’Italia e il quinto d’Europa. L’intervento riguarda uno dei passaggi più delicati del ciclo di trattamento delle acque reflue: la gestione dei fanghi prodotti dalla depurazione.

Il progetto prevede l’adeguamento del reparto di disidratazione e la realizzazione di una terza linea di essiccamento termico, che si aggiungerà alle due già operative aumentando la capacità complessiva dell’impianto. L’obiettivo è triplice: incrementare la capacità di trattamento, garantire una maggiore continuità operativa e adeguare la struttura all’evoluzione delle normative ambientali, mantenendo elevati standard di affidabilità.

L’importanza dell’intervento è legata anche alle dimensioni del depuratore, che tratta le acque reflue provenienti da Torino e dai Comuni dell’area metropolitana, con una potenzialità massima di 3.800.000 abitanti equivalenti. Si tratta di un’infrastruttura strategica per il servizio idrico e per la tutela ambientale di un territorio ampio e densamente urbanizzato.

L’appalto è stato affidato a un Raggruppamento Temporaneo di Imprese, mentre la progettazione esecutiva è stata curata da un raggruppamento di progettisti con competenze industriali e progettuali provenienti dal Piemonte e dall’Emilia-Romagna.

Il fulcro dell’intervento è la nuova linea di essiccamento, progettata non solo per aumentare la capacità produttiva, ma anche per migliorare l’efficienza energetica e gestionale. Sarà infatti dotata di sistemi avanzati di automazione, controllo e sicurezza, oltre che di nuove tecnologie per la supervisione dei processi.

Un elemento centrale del progetto è il recupero dell’energia termica: il calore residuo generato durante l’essiccamento verrà recuperato e riutilizzato all’interno dell’impianto per il riscaldamento dei digestori anaerobici. In questo modo sarà possibile ridurre la dispersione di calore e valorizzare parte dell’energia già prodotta dal processo, collegando l’aumento della capacità di trattamento a una maggiore efficienza complessiva.

L’intervento comprenderà inoltre nuovi sistemi di supervisione e controllo, dispositivi di sicurezza, reti antincendio e collegamenti con la rete interna di teleriscaldamento. Non si tratta quindi della semplice aggiunta di una nuova linea, ma di un aggiornamento complessivo del reparto dedicato alla gestione dei fanghi.

Con questo progetto, il depuratore di Castiglione Torinese prosegue il proprio percorso di ammodernamento, intervenendo su uno dei nodi più importanti del processo di depurazione. La terza linea di essiccamento permetterà di aumentare la capacità del sistema e, al tempo stesso, di disporre di maggiori margini per assicurare la continuità operativa.


Image by SMAT.