Innovazione e smart water nel Servizio Idrico Integrato
Il settore idrico deve affrontare contemporaneamente cambiamento climatico, scarsità della risorsa, perdite delle reti, qualità dell’acqua, nuovi contaminanti e standard sanitari e ambientali sempre più stringenti. Per rispondere non basta costruire o sostituire infrastrutture: digitalizzazione e innovazione tecnologica permettono di monitorare meglio reti e impianti, individuare criticità, ottimizzare l’uso dell’acqua e passare da una gestione reattiva a una preventiva, integrata e basata sui dati.
Lo studio AGICI “Innovazione e smart water: le nuove frontiere del SII. Tecnologie e investimenti per lo sviluppo del settore”, presentato al nono Convegno annuale dell’Osservatorio Idrico OSWI, analizza gli investimenti tecnologici di 102 gestioni, che servono oltre 46 milioni di abitanti, pari al 78% della popolazione italiana. Le tecnologie vengono suddivise in due grandi categorie:
- tecnologie digitali: smart meter, sensoristica, telecontrollo, GIS, intelligenza artificiale, machine learning e digital twin, finalizzati a raccogliere e utilizzare meglio i dati;
- tecnologie innovative di processo: soluzioni che intervengono direttamente sui processi fisici e chimici, migliorando qualità dell’acqua, resilienza, efficienza energetica e recupero delle risorse.
Le due componenti sono complementari: il digitale costituisce l’infrastruttura informativa e decisionale, mentre le tecnologie di processo intervengono concretamente sulla gestione della risorsa.
Digitalizzazione e innovazione
Tra il 2018 e il 2029, le gestioni analizzate prevedono circa 40 miliardi di euro di investimenti, di cui 2,8 miliardi destinati a digitalizzazione e innovazione tecnologica: 1,9 miliardi già investiti e oltre 900 milioni programmati. Il PNRR ha accelerato la trasformazione digitale, ma la sua conclusione rende necessario garantire continuità agli investimenti.
La digitalizzazione concentra circa 2,3 miliardi, con smart meter e telecontrollo come principali ambiti di intervento. Gli investimenti digitali passano da 841 milioni nel 2018-2023 a circa 1,5 miliardi nel 2024-2029 (+76%); il telecontrollo cresce dal 19% al 34%, mentre gli smart meter restano al primo posto. Parallelamente, oltre il 79% delle reti di acquedotto e quasi l’83% delle reti fognarie sono georeferenziate e le reti distrettualizzate e telecontrollate passano dal 22% nel 2016 al 39% nel 2024. AI, digital twin e GIS avanzati offrono ulteriori potenzialità, ma richiedono dati affidabili e sistemi interoperabili.
L’innovazione di processo vale poco più di 400 milioni di euro. Tra il 2024 e il 2029 il recupero energetico rappresenta il 69% degli investimenti, mentre il riutilizzo delle acque sale dal 12% al 17%. Riuso, dissalazione, economia circolare ed efficienza energetica assumono quindi crescente rilievo; membrane avanzate e dissalazione sono già tecnologie mature, mentre i trattamenti per contaminanti emergenti e le Nature-based Solutions sono ancora in fase di sviluppo.
Cybersecurity sempre più centrale
La crescente connessione di reti e impianti rende la cybersecurity una condizione essenziale della digitalizzazione del servizio idrico. La protezione richiede non solo strumenti tecnici, ma anche governance, competenze, investimenti e capacità di prevenzione, risposta e ripristino, anche alla luce della direttiva europea NIS2.
Nel 2025 in Italia sono stati registrati 62 eventi cyber legati alla fornitura di acqua potabile; 28, circa il 45%, erano attacchi DDoS. Il dato non significa necessariamente compromissione dei sistemi operativi o interruzione dell’erogazione, ma evidenzia la necessità di integrare la sicurezza in ogni percorso di innovazione.
Dopo il PNRR: finanziare la trasformazione nel lungo periodo
Secondo AGICI, la disponibilità delle tecnologie non basta: servono programmazione e finanziamenti stabili. Il metodo tariffario ha rafforzato la capacità dei gestori di finanziare gli investimenti, ma alla tariffa dovranno affiancarsi ulteriori strumenti finanziari, anche europei e nazionali, evitando che la fine del PNRR interrompa la spinta all’innovazione o trasferisca interamente i costi sugli utenti.
Sono inoltre necessarie:
- maggiori competenze digitali;
- standard comuni per dati e interoperabilità;
- collaborazione tra gestori, università, ricerca e imprese tecnologiche;
- una regolazione capace di adattarsi all’evoluzione tecnologica;
- integrazione tra infrastrutture fisiche, tecnologie digitali e organizzazione.
La sfida principale è quindi passare dalla sperimentazione all’adozione su larga scala, trasformando dati, automazione e nuove tecnologie di processo in uno standard stabile di gestione.
Le dichiarazioni di AGICI
Alessandra Garzarella, Direttrice dell’Osservatorio, sottolinea che le tecnologie devono rispondere alle sfide concrete del settore. Smart meter e telecontrollo sono ormai mature, ma la loro diffusione non è omogenea; il PNRR ha dato una forte spinta che deve essere mantenuta con nuovi strumenti di finanziamento. Parallelamente, la cybersecurity deve accompagnare la crescente connessione delle infrastrutture.
Marco Carta, Amministratore Delegato di AGICI, evidenzia che la questione non è più dimostrare il funzionamento delle tecnologie, ma portarle a scala e integrarle stabilmente nella gestione. Servono gestori capaci di combinare competenze e investimenti, una filiera tecnologica più collaborativa e una regolazione favorevole all’innovazione.
Premio “Manager Idrico 2026”
Il Premio “Manager Idrico 2026” è stato assegnato ad Armando Quazzo, AD di SMAT, per l’impegno nella digitalizzazione e gli investimenti volti ad aumentare la resilienza delle infrastrutture, culminati nel miglior risultato economico degli ultimi sette anni.
Quazzo ha attribuito il riconoscimento alle oltre 1.200 persone di SMAT che garantiscono il servizio idrico integrato a quasi tutta la Città Metropolitana di Torino, servendo oltre 2,2 milioni di abitanti, sottolineando il valore del lavoro di squadra.