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Nuova vita per pale eoliche e gli scarti di vetroresina

vetroresina

Una nuova vita per gli scarti di vetroresina

Trasformare gli scarti di vetroresina, compresi quelli delle pale eoliche a fine vita, in pannelli rigidi paragonabili agli Mdf (medium density fiberboard) a base di fibre di legno: è questo l’obiettivo della tecnologia recentemente sviluppata da due aziende operanti nel territorio pugliese.

La vetroresina a fine vita è un rifiuto in forte aumento, anche per effetto del ritiro delle prime pale eoliche, e oggi comporta costi di smaltimento. Le strade attualmente percorse, ovvero la discarica e il recupero energetico, risultano sempre meno percorribili: la normativa europea sull’economia circolare relega il recupero energetico a opzione di ripiego, da riservare ai rifiuti non riciclabili, mentre altri Paesi (come Germania, Paesi Bassi, Austria e Finlandia) hanno introdotto divieti o restrizioni per evitare che i rifiuti in materiale composito finiscano in discarica.

Nella tecnologia sviluppata, gli scarti sono ridotti in piccoli frammenti e mescolati con un polimero e con alcuni additivi. La miscela viene stesa in uno strato uniforme su un nastro e forma un materassino simile a un feltro, che viene riposto in forno: qui il legante fonde e avvolge i frammenti di vetroresina. Raffreddandosi, il materiale si consolida in un foglio abbastanza flessibile da essere arrotolato, stoccato e trasportato. Infine, una pressatura a caldo lo trasforma in un pannello rigido. Pochi passaggi, con consumi di energia contenuti e senza reazioni chimiche: tutti i materiali sono solidi e a tenere insieme il rifiuto è semplicemente la fusione del legante.

Dal punto di vista dell’ambiente, la tecnologia consente di sottrarre alla discarica e al recupero energetico un materiale difficile da gestire, reimmettendolo sul mercato come nuovo prodotto riciclabile, in linea con i target sempre più ambiziosi dell’Unione Europea. Sul piano economico, invece, il riciclo può avere un vantaggio: recuperare la vetroresina a fine vita significa ridurre i costi di smaltimento e, in prospettiva, ottenere un materiale con un valore di mercato. Un’opportunità per le imprese che gestiscono questi rifiuti e per le filiere che possono utilizzare i nuovi pannelli.




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