“Rinnovabile è Agricoltura”: il sistema energetico Cia per il settore
Di fronte alla crescente preoccupazione per la diffusione di grandi impianti fotovoltaici spesso estranei al tessuto produttivo dei territori, Cia-Agricoltori Italiani ha messo a punto un modello, alternativo e innovativo, una transizione energetica costruita a misura degli agricoltori e delle Pmi del comparto, capace di coniugare produzione di energia rinnovabile, tutela del suolo coltivato e centralità dell’impresa agricola.
È da questa impostazione che nasce “Rinnovabile è Agricoltura”, il progetto Cia basato su una strategia integrata che accompagna le aziende del settore attraverso iniziative imprenditoriali sostenibili capaci di combinare i vantaggi dell’agrivoltaico e delle Comunità Energetiche Rinnovabili, al coinvolgimento dei territori e del tessuto sociale, nei benefici generati.
Sono tre i pilastri chiave che fanno dell’iniziativa un unicum. Il primo, rappresentato dalla Fondazione EnerCia, Comunità energetica rinnovabile di livello nazionale, pensata per offrire a produttori e consumatori di energia rinnovabile una struttura organizzativa e gestionale capace di rendere più semplice l’accesso ai vantaggi delle CER, superando ostacoli burocratici, amministrativi e operativi.
Accanto a EnerCia, il progetto mette a disposizione un sistema di supporto tecnico, progettuale e gestionale – con riferimento sia alla parte impiantistica che al buon funzionamento della CER nelle sue diramazioni territoriali – attraverso ESCo Agroenergetica, società di servizi energetici costituita da Cia nel 2013 e specializzata nel settore agricolo e agroindustriale. A completare il percorso c’è HelioGea100, la soluzione agrivoltaica pensata per gli imprenditori agricoli, progettata per integrare produzione energetica e produzione agricola, senza sottrarre terreno coltivato.
L’esempio, illustrato nell’ambito del progetto Cia, mostra con chiarezza la sostenibilità economica dell’intero modello: con un investimento complessivo di circa 120 mila euro, un impianto agrivoltaico da 183 kWp può garantire all’agricoltore una nuova fonte di reddito pari a circa 2.000 euro al mese. Ma non è tutto, il beneficio economico deriva dal risparmio dovuto all’autoconsumo dell’energia elettrica aziendale, intorno ai 6 mila euro l’anno; dalla vendita dell’energia prodotta, per 19 mila euro l’anno; e dalla condivisione di circa 100.000 kWh l’anno all’interno della Comunità energetica rinnovabile, per un valore di circa 5 mila euro annui. Ai vantaggi per l’agricoltore si aggiungono quelli per i consumatori membri della CER, che possono contare complessivamente su altri 5 mila euro l’anno, pari in media a una mensilità di bolletta elettrica risparmiata, oltre alla possibilità di sostenere eventuali progetti sociali sui territori.
“Un passo concreto verso la promozione di modelli innovativi di produzione e condivisione di energia rinnovabile in ambito agricolo e rurale – dichiara il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini- Un sistema di strumenti, servizi e competenze integrate, a lavoro per una migliore resa produttiva e difesa del suolo, perché cibo ed energia non sono in competizione, ma parte di una sfida comune che porti valore alle piccole e medie imprese, ma anche alla governance complessiva dei territori”.